Gli Stati Uniti non si fermano nemmeno di fronte agli iraniani colpiti dal terremoto ed il loro Dipartimento del Tesoro blocca le donazioni online.

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha bloccato le donazioni online fatte dagli espatriati iraniani per aiutare i sopravvissuti del potente terremoto di domenica scorsa che ha causato ingenti danni e circa 432 morti nell’Iran occidentale.

In questo senso, Tohid Nayafi, un medico residente nella città Detroit ha raccontato oggi al canale televisivo del Qatar, Al-Jazeera, che questo Dipartimento degli Stati Uniti ha bloccato la pagina di Facebook che era stata istituita lunedì scorso per raccogliere fondi per le famiglie delle vittime e dei sopravvissuti al terremoto.

Najafi ha notato che la mattina del giorno dopo, aveva visto che i donatori online hanno contribuito con oltre 80.000 dollari. L’importo raccolto ha superato i 200.000 mercoledì.

Il primo giorno della sua campagna di raccolta fondi, Nayafi ha ricevuto un messaggio di Facebook che lo informava che i fondi «non saranno consegnati» fino a quando non avrà presentato al sito dei social media l’autorizzazione richiesta dal Dipartimento del Tesoro statunitense.

Seguendo l’iniziativa di Najafi, una giornalista iraniana-americana di New York, Tara Kangarlou, ha iniziato una campagna di raccolta fondi personale per aiutare le persone colpite dal terremoto.

Nei primi 30 minuti, i donatori online hanno contribuito con 2.000 dollari al sito di raccolta fondi ‘YouCaring’.

Tuttavia, ‘YouCaring’ ha cancellato la pagina di Kangarlou, dicendo in un messaggio che la sua raccolta di fondi era stata eliminata «perché il paese in questione fa parte di una regione sottoposta a embargo».

«Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti non consente alla nostra piattaforma di erogare fondi direttamente a uno Stato o a una persona che si trova attualmente in una regione soggetta a embargo», si legge nella lettera.

Il sito Web ha anche informato Kangarlou che il partner per il trasferimento di denaro, ‘WePay’, non è autorizzato a fare affari con l’Iran.

Mentre bloccano le donazioni, in una politica dalla doppia faccia, gli Stati Uniti hanno offerto le loro condoglianze ai cittadini iraniani e alle persone colpite dalla catastrofe.

Seguendo l’iniziativa di Najafi, una giornalista iraniana-americana di New York, Tara Kangarlou, ha iniziato una campagna di raccolta fondi personale per aiutare le persone colpite dal terremoto.

Nei primi 30 minuti, i donatori online hanno contribuito con 2.000 dollari al sito di raccolta fondi ‘YouCaring’.

Tuttavia, ‘YouCaring’ ha cancellato la pagina di Kangarlou, dicendo in un messaggio che la sua raccolta di fondi era stata eliminata «perché il paese in questione fa parte di una regione sottoposta a embargo».

«Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti non consente alla nostra piattaforma di erogare fondi direttamente a uno Stato o a una persona che si trova attualmente in una regione soggetta a embargo», si legge nella lettera.
Il sito Web ha anche informato Kangarlou che il partner per il trasferimento di denaro, ‘WePay’, non è autorizzato a fare affari con l’Iran.
Mentre bloccano le donazioni, in una politica dalla doppia faccia, gli Stati Uniti hanno offerto le loro condoglianze ai cittadini iraniani e alle persone colpite dalla catastrofe.
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